|
Oggi giorno i Parchi sono le uniche fonti di ossigeno all’interno di città e metropoli, sono ricettacolo di specie animali e vegetali ormai in via di estinzione. Queste aree protette, luogo di svago, gioco, scienza e con funzione di polmone urbano, rappresentano un angolo di pace e tranquillità nella vita moderna. La creazione del Parco del Mella, che nasce proprio con questo intento e con lo scopo di avvicinare il più possibile i ragazzi alla natura, prende il nome dal fiume lungo cui si sviluppa, il Mella appunto, che nel bresciano oggi non è altro che un canale della larghezza di circa di 50 metri. Il fiume non è mai stato considerato come possibile risorsa dalla città Brescia, è sempre stato più che altro un elemento di confine dove arrivavano i percorsi dalle colline e le riserve d’acqua dei canali che alimentavano mulini, sistemi di irrigazione e industrie. Attualmente il Mella è stato rivalutato e si cerca con il suo nuovo Parco di creare un perfetto ecosistema. Si è voluta focalizzare l’attenzione in particolar modo sui volatili: si ricorda infatti che l’Italia è tappa fondamentale nel percorso migratorio tra Africa e nord Europa. All’interno del Parco del Mella è possibile ammirare infatti molte specie di uccelli, se ne sono contate circa 56, ed è anche stata fatta una lista divisa per specie presenti in numero consistente, trovati come nidificati, tipici degli ambienti fluviali ed uccelli particolarmente caratteristici. Altra riserva naturale di notevole interesse è il Parco delle Colline, una struttura territoriale ampia ed articolata che funge da freno allo sviluppo umano a volte troppo repentino, una specie di riassestamento ambientale nell’impegno della ricostruzione del territorio. L’area del parco è caratterizzata dalla presenza di un ambiente collinare di alto valore naturalistico ed ecologico, adiacente ad una massa urbana composta da vari comuni. Le aree collinari circostanti i suddetti comuni comprendono ambiti il cui rilievo naturalistico è realmente inconsueto: si segnala in particolar modo la Val Carobbio, con le colline sopra Caionvico, ed il versante orientale della Maddalena fino alla costa Sabion, zone di importanza naturalistica non solo locale, ma anche nazionale. Il sistema collinare è formato da rocce sedimentarie, rupi, boschi ed si contrappone a volte a spazi con scarsa presenza di vegetazione. La varietà climatica che si alterna tra mediterranea, continentale e montana rende il Parco delle Colline un territorio ricco di diversità biologica. Per quanto riguarda in particolar modo la vegetazione, ad esempio, segnaliamo la presenza sul monte Maddalena (il più esteso del parco) di ben 776 specie diverse di una determinata pianta che solitamente si sviluppa in aree sei volte più estese. Oltre al monte appena suddetto citiamo tra le altre zone di interesse all’interno del Parco delle Colline di Brescia la collina di S. Anna, con uno splendido bosco di querce, i monti Ratto e Picastello, che hanno mantenuto i caratteri ambientali e paesaggistici di fine secolo con case di villeggiatura ed edifici rurali, con terrazzamenti a viti e boschi, ed il colle di S. Giuseppe, con i resti dell’acquedotto romano che raccoglieva l’acqua proveniente dalla val Trompia e diretta verso la città. Rientrano infine nell’area del Parco delle Colline anche il colle Cidneo con il Parco del Castello di Brescia, quest’ultimo sorto su antichi resti romani. |