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Centinaia di isole in continua trasformazione affiorano dalla laguna veneta, la più grande laguna del nostro Paese con un’estensione di circa 55.000 ettari. L’ambiente lagunare, influenzato dalle maree e dalle correnti marine, si presenta molto variegato con diverse specie animali e vegetali a contraddistinguere comunque un territorio già molto modificato anche dalla mano dell’uomo che ha sempre utilizzato la laguna con funzione difensiva e come fonte di ricchezza con le sue attività mercantili. Tra le isole abitate ricordiamo in particolare Murano, l’isola del vetro, situata a nord-est di Venezia e fondata dagli Altinati che le diedero il nome Ammurianum. La lavorazione del vetro che ha reso molto famosa quest’isola inizia nel 1295 quando una bolla impose il trasferimento di tutte le fornaci da Venezia a Murano al fine di scongiurare il pericolo d’incendio in città che era ancora tutta di legno. Sull’isola si possono visitare il Museo dell’Arte Vetraria, la Chiesa dei Santi Maria e Donato in stile bizantino ed ammirare il Faro costruito in pietra d’Istria. L’isola più importante della parte a nord della laguna è sicuramente Burano o la Boreana: isola densamente popolata deve la sua fama soprattutto alla produzione di merletti, attività sviluppatasi attorno al ‘500, e alla pesca. I segreti della lavorazione del merletto venivano tramandati presso la Scuola del merletto oggi visitabile presso piazza Galoppi. La tradizione del merletto viene fatta risalire ad un’antica leggenda secondo la quale un pescatore ricevette in dono dalla regina dei flutti una corona di schiuma per la sua sposa, corona che venne poi imitata per invidia dalle amiche della sposa stessa dando così origine ad una vera e propria tradizione. A Burano si possono visitare diverse costruzioni religiose quali la Chiesa di S. Maria delle Grazie, i complessi monasteriali di S.Vito e San Mauro. L’antica Dorceum o Turricellum, oggi Torcello, fu un tempo il centro commerciale più importante della laguna, sede di vetrerie, officine metallurgiche e di lavorazione della lana. L’imponente sviluppo commerciale dell’isola, iniziato nell’Alto medioevo, è testimoniato altresì dall’elevato numero di casate nobiliari di pari dignità rispetto a quelle veneziane rilevate ancora nel XVIII secolo. Oggi l’isola è scarsamente abitata e dell’antico splendore resistono la Cattedrale, il Battistero, il Martyrium di S. Fosca e S. Assunta, un’antica chiesa di tipo basilicale con magnifici mosaici veneto-bizantini. Tra le altre isole ricordiamo Mazzorbo e S. Erasmo, famose oggi soprattutto per la produzione di prodotti ortofrutticoli: queste isole recano ancora testimonianza della dominazione austriaca infatti a Mazzorbo è possibile visitare il Forte, parte della linea difensiva austriaca, mentre a S. Erasmo è ancora visibile la Torre Massimiliana che prese il nome dall’imperatore Massimiliano d’Asburgo. L’isola di S. Francesco del Deserto è attualmente custodita dai frati Minori francescani mentre l’isola di Vignole, un tempo rinomata come luogo di villeggiatura e citata anche da Marziale per la magnificenza delle sue residenze, oggi è meta ideale per scampagnate e pranzi in tipiche trattorie del luogo. |