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Cremona è patria di molti talenti e in particolar modo di grandi musicisti e liutai. La grande stagione musicale cremonese iniziò nel ‘500 con Marcantonio Ingegneri, culminò con lo straordinario Claudio Monteverdi, padre del Melodramma, per arrivare all’‘800 con Amilcare Ponchielli. Ancora nel Cinquecento Andrea Amati, capostipite di quella famiglia che diede origine alla Storia della Liuteria, creò la scuola classica cremonese portata avanti dal nipote Nicolò e da ineguagliabili maestri quali Guarneri del Gesù e Stradivari. La storia di questa città musicale è racchiusa nel Museo Stradivariano che nacque in tempi relativamente recenti quale sezione specialistica del Museo Civico con sede a Palazzo Affaitati dal 1979. La nascita della collezione pubblica vide il suo vero punto iniziale con l'acquisizione della donazione Giuseppe Fiorini. Il Fiorini, liutaio ed appassionato studioso, era riuscito ad acquistare l'importante collezione del Conte Cozio di Salabue, considerato dagli storici il maggior collezionista ed esperto nel campo degli strumenti ad arco del suo tempo. Ne fece dono al Museo cremonese che ebbe quindi a disposizione una realtà museale in sé compiuta e facilmente identificabile. Fanno parte del Museo anche numerosi strumenti ad arco ed a pizzico dei secoli XVII, XVIII, XIX e XX ( si segnala ai visitatori che il biglietto d’ingresso del Museo Stradivariano permette l’accesso anche al Museo Civico Ala Ponzone). Esiste inoltre un’esposizione di violini contemporanei allestita dal consorzio liutai e archettai Stradivari, visitabile presso piazza Stradivari n° 1. In questa terra di musicisti grande importanza hanno anche i Teatri. Si parte dal Ponchielli di Cremona, capofila di una serie di teatri dislocati nei centri grandi e piccoli della provincia, per passare poi al Comunale di Casalmaggiore, al Sociale di Soresina, al San Domenico di Crema, al Bellini di Casalbuttano, al Galilei di Romanengo ed al Gonzaga di Ostiano. Ogni teatro ha una propria stagione dove è possibile assistere a rappresentazioni di importanza nazionale, tra cui il Festival Monteverdi dedicato alla musica barocca. La ricca offerta di spettacoli si estende per tutto il corso dell’anno toccando tutti i generi: lirica, concertistica, prosa, danza, jazz e, nella stagione estiva, suggestivi spettacoli en plein air. Tornando al Ponchielli è d’obbligo soffermarsi sulla storia di questo, cominciata nel 1747 quando un gruppo di nobili decise di dotare la città di un vero e proprio teatro. L’attuale edificio che ospita il Teatro Comunale è il risultato di una serie di interventi di costruzione, ricostruzione, modifiche, manutenzioni e restauri che durano da oltre 250 anni. In un primo momento gli venne dato il nome di Teatro della Concordia, cui si aggiunse all’inizio del nostro secolo quello del maggiore operista cremonese Amilcare Ponchielli. Le modifiche iniziarono praticamente da subito con l’allungamento del palcoscenico che divenne così uno dei maggiori d’Italia: lo caratterizzava inoltre la forma a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi e galleria. Acquisito dal Comune nel 1986, dal 1989 il Ponchielli è stato sottoposto a radicali interventi di restauro e di adeguamento tecnologico. |